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MIMESIS: l'inclusività tra fotografia e diritto

Visconti Studio Legale presenta la mostra temporanea Mimesis, a cura della Dott.ssa Federica Vezzi, dal 21 dicembre al 21 gennaio.

Mimesis è una mostra che espone circa 30 fotografie e che offre la possibilità di indagare, attraverso lo sguardo di tre diversi autori, il rapporto tra inclusività e arte, tra inclusività e diritto e, per estensione, tra il diritto e l’arte.

Mimesis nasce dall’esigenza di raccontare il diritto non solo come un insieme di norme, ma anche come una serie di relazioni e spazi che, composti attraverso l’arte della fotografia, realizzano e determinano una realtà con caratteristiche proprie.

L’operazione qui condotta propone, quindi, l’elaborazione del concetto di inclusività da una duplice prospettiva: giuridica e visiva.

Il termine inclusività rimanda, infatti, alla capacità di estendere a quanti più soggetti possibili il godimento di un diritto, o la partecipazione ad un dato evento, mirando alla costruzione di contesti in cui, da un lato, le discriminazioni siano poste al minimo e dall’altro, contemporaneamente, le differenze possano leggersi come peculiarità.

Gli autori scelti, giovani emergenti artisti del panorama napoletano, hanno rappresentato il concetto di inclusività attraverso una selezione di luoghi e volti, a tratti astratti, che richiamano sapientemente lo spazio sociale in cui l’uomo, in quanto soggetto e titolare del diritto, si muove e si relaziona.

La mostra è divisa in tre sezioni.

Nella prima sezione sono raccolte tre fotografie, ognuna di un diverso artista, le quali espongono un percorso di lettura alternativo e, appunto, inclusivo.

La seconda sezione è dedicata interamente alla presentazione di ciascun fotografo, del suo percorso artistico ed accademico.

La terza sezione apre ad una riflessione più specifica sull’inclusività nel mondo del diritto ed, in particolare, con l’utilizzo del legal design.

‘’Inclusione non significa accaparramento assimilatorio, né chiusura contro il diverso. Inclusione dell’altro significa piuttosto che i confini della comunità sono aperti a tutti: anche, e soprattutto, a coloro che sono reciprocamente estranei o che estranei vogliono rimanere”    Jürgen Habermas

Andrea Giuseppe Di Stefano

Andrea Giuseppe di Stefano

A.Giuseppe di Stefano nasce a Napoli nel 1995, si forma in diverse università europee ed è ingegnere e architetto. AGDS utilizza la fotografia come ‘mezzo di comunicazione empatico’. Le immagini catturano luoghi, situazioni e volti riportati in chiave concettuale. L’obiettivo è trasmettere una sensazione e non l’oggettiva descrizione, lasciando all’osservatore la possibilità di interpretare e di fraintendere; di porsi domande.

Matilde Gucciardi

Matilde Gucciardi, 23 anni. Creativa e piena di passioni, una in particolare: la comunicazione visiva. Dopo aver concluso con il massimo dei voti il suo corso di studi magistrale in “comunicazione pubblica, sociale e politica” porta avanti il suo interesse per l’arte in tutte le sue manifestazioni. In particolar modo sviluppa la passione per la fotografia, allenando il suo occhio e la sua sensibilità alla ricerca di momenti di vita significativi.

Matilde Gucciardi

Valerio Muto

Valerio Muto

Valerio Muto, dottorando in economia e appassionato d’arte a 360 gradi. Crede che tramite l’obiettivo della macchina fotografica si possano filtrare gradazioni di un mondo non sempre visibile e, spesso, trasparente ad occhi distratti. “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita“, non una semplice massima, bensì l’input di una vita alla ricerca di quegli elementi in grado di descrivere al meglio l’essenza di una cultura. L’arte unisce; e da questa unione bisogna ripartire per ripensare il nostro domani.